Lo Storytelling del food dell’agrodolce: un condimento speciale, Parola di Eugenio

Il condimento agrodolce da un retrogusto profondo alla Parola di Eugenio, grazie al suo Storytelling del food. Perchè è, come condimento, per miscugli di sapori più comuni e apprezzati di sempre.

Si tratta di una combinazione che è alla base di tante ricette, il cui contrasto crea un’armonia di sapori in tantissime pietanze, come “ingrediente magico c’è il condimento agrodolce.

 

Infatti, il gusto deciso dell’agro, che si ottiene solitamente da succo di agrumi o aceto si fonde con quello avvolgente e delicato del dolce della frutta e del miele.

 

Questa combinazione è utilizzata per la preparazione di molti piatti, a base di carne, di pesce o di verdure, come la caponata.

Ma quali sono le sue effettive origini e per quali ragioni ottenne tanto successo?

Nello Storytelling del food SI è scoperta ciò che c’è dietro l’intuizione e l’invenzione di questo condimento e il segreto del suo successo nel corso del tempo. Questo molto lontano, che abbracci e che sia contorno.

 

Perchè l’agrodolce inizia lo Storytelling del food dai ricettari di Apicio.

Arrivando all’elaborazione rinascimentale.

Lo Storytelling del food dell’agrodolce inizia a partire da tempi molto antichi, e nasce nella zona dell’attuale Iran. Qui la cucina si ispira al culto dello zoroastrismo, antica filosofia secondo cui gli opposti si trovavano in qualsiasi entità, anche nel cibo. A tal proposito ci dice di più il gastronomo romano Apicio, che nei suoi scritti propone come condimento una miscela di aceto e miele.

Nel Medioevo questa soluzione ebbe un discreto successo, anche grazie alla maggiore disponibilità di ingredienti, a base di agrumi per ottenere un gusto più deciso e acidulo o di datteri e uva passa per conferire il gusto dolce. Questa sperimentazione continuo in epoca rinascimentale, che vide la preparazione di varie salse per condire in svariati modi. L’introduzione della canna da zucchero in Europa fu decisiva in questo senso, perché permise maggiori sperimentazioni. La salsa agrodolce fu utilizzata anche per una migliore conservazione del cibo. Tra il XVII e il XVIII secolo l’agrodolce cadde in disuso, perché i preferirono ricette dai sapori più distinti e delicati.

La popolarità dell’agrodolce in Italia

Nonostante l’avvento della nuova cucina, l’agrodolce continuò ad essere molto utilizzato come condimento. Dalle ricette asiatiche anche piatti della tradizione nostrana hanno alla base una combinazione agrodolce per la creazione di un sapore unico. Un esempio celeberrimo è la caponata, insaporita con un mix di aceto e miele. Anche al Nord l’agrodolce gode di una certa popolarità: in Veneto godono di una certa popolarità le sarde savor, un antipasto a base di sarde con pinoli, cipolle in agrodolce e uvetta. Anche se meno diffuso rispetto al passato, l’agrodolce non ha perso quel suo carattere speciale e unico che lo rende un condimento importante per molte pietanze e ancora affascina i ricettari. Perciò la lavagna ha segnalato per la Parola di Eugenio che adesso mostrerà il panorama che si nasconde dietro. Buon appetito!

Chiara Peluso

 

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