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Ciro Salvo e lo Storytelling del food in Pizzeria per un impasto buono, da 50 Kalò

La grande innovazione di Ciro Salvo, nella sua 50 Kalò, con la Pizza pasta e patate, ed altre creazioni, per le particolarità, ci ha ispirato a capire di più del Suo Storytelling del food. Studio e leggerezza dell’impasto contraddistinguono Ciro nella professione.

Infatti Ciro Salvo, classe 1977, sin da piccolo con le mani in pasta, giocando con farine, acqua e pomodoro nella Pizzeria del Papà, aperta da Sua Nonna a Portici nel 1968, iniziando a scrivere il proprio Storytelling del food.

Infatti, nella pizzeria di famiglia si forma, impara a fare le fritture e poi il mestiere del fornaio.

Non appena termina gli studi nel 1996, conseguendo il diploma al liceo odontotecnico, permette poi alla sua passione per la Pizza di diventare anche professione.

In se racchiude l’esperienza di tre generazioni di pizzaioli arricchendola con tanto studio, tecnica e ricerca per un prodotto eccellente. Forse gli studi lo invitano a creare un prodotto da masticare bene. Non a caso il suo pallino è l’impasto.

Quindi, Ciro seleziona le farine, le sente tra le dita, le sceglie a basso tenore proteico. Aggiunge acqua, tanta acqua, fin quasi al limite della lavorabilità. 

La domanda ora è perchè è stato scelto il nome “50 Kalò”?

In primis, perchè per i Pizzaioli vuol dire “impasto buono” derivante dalla parola greca “kalos”, che significa bello e buono, trasformata poi dal dialetto napoletano in Kalò. Il 50 poi nella cabala e nella smorfia partenopea è il pane e i pizzaioli sono maestri dell’arte bianca.

50 Kalò è dunque l’impasto, il panetto buono, da cui nasce una pizza buona, condita con i migliori ingredienti!

 Dalla volontà di Maurizio Cortese portare Ciro Salvo nella città partenopea, come uno dei più rappresentativi interpreti della autentica pizza napoletana, Maestro dell’impasto e appassionato cultore degli ingredienti che fanno della pizza un capolavoro indiscusso.

Infatti sin da piccolo coltiva la passione per l’impasto.

Giocando con farine, acqua e pomodoro nella pizzeria del papà, aperta da sua nonna a Portici negli anni Sessanta, Ciro matura la giusta esperienza per selezionare le farine. Le valuta, sente tra le dita, le sceglie a basso tenore proteico, aggiunge poi tanta acqua, fin quasi al limite della lavorabilità.

Il risultato è un impasto unico, soffice, leggero, altamente digeribile e dal gusto sorprendente.

Infatti il risultato è un impasto unico, soffice, leggero, altamente digeribile e dal gusto sorprendente.

Il merito degli ingredienti di primissima qualità, scelti con cura quasi maniacale, si uniscono alla meticolosità per ogni passaggio e il grande amore per il suo lavoro.

Rendendo la sua pizza un prodotto incredibile, non a caso nel luglio 2013 il Gambero Rosso gli dedica la copertina.

Tanta bravura, o meglio “maestria” permette a Ciro, quando non è in pizzeria, di insegnare come docente nei corsi per aspiranti pizzaioli presso l’Associazione Verace Pizza Napoletana e presso la Città del Gusto Gambero Rosso di Roma. 50 kalò a Napoli è la sua prima esperienza partenopea.

Eugenio Fiorentino

 

 

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