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Elettroforno Giulia attraverso lo Storytelling del food attraverso la sua varietà di offerta, a secondo dell’occasione o necessità

.L Elettroforno a Piazza S. Luigi 12/13 è riuscito a diventare una realtà importante del Fast food napoletano, non solo grazie alla bontà ma soprattutto alla varietà dell’offerta. Infatti questo merito va dato allo Storytelling del food garantito e fatto gustare negli anni a tutta la popolazione napoletana di diversa età. Non a caso si è riuscito ad affermare nel tempo attraverso i propri punti di forza, che vi abbiamo raccontato, ma questi hanno fondamenta risalenti gli anni 60.

L’elettroforno, uno dei più antichi di Napoli, era gestito dalla Famiglia Moccia. Successivamente il forno sarà ceduto al panettiere del penitenziario di Procida, il Mitico Don Mario. L’ aggettivo è dovuto alla fama ed il successo economico che raggiunse con la Sua famosa pizza (focaccia) al pomodoro. Diventando sogno ambito e la zona punto d’incontro di generazioni di ragazzini fino alla fine degli anni ’70.

Ma già, nel 1949 furono piantate le palme nei giardinetti della piazza diventando il primo centro commerciale di tutta via Posillipo. La stessa in cui c’erano esercizi commerciali stabili e ambulanti, che arrivavano dalle limitrofe campagne.

Non fu tutto per caso, perché è una lunga storia quella di Giulia, che inizia da Don Mario Manzo fino al 1978. Per arrivare poi alla famiglia De Biase( attuali titolari). Originari dei quartieri spagnoli e che allora erano esperti, gestivano già tre panifici a Napoli, In Via Santa Chiara, alla Pignasecca ed in vico Avvocata.

Ricordando gli inizi, troviamo Don Mario Manzo intento a sfornare le prime teglie di focacce per gli amici. Ma il lavoro non è per nulla facile. La stanchezza e l’età avanzano. Così a fine anni ’70, precisamente nel 1978, Don Mario, stanco del lavoro di tutta una vita, decide di cedere a Pasquale De Biase l’attività. Inizia ad orientarsi a diventare l’attuale Elettroforno con Giulia, Pasquale e i numerosi figli.

Ma non resta lo stesso, infatti il locale odierno ha subito due ristrutturazioni importanti.

  • La prima negli anni’80 quando si allarga a pizzeria, panificio e salumeria.
  • L’altra nel 2006 quando si allestisce la cucina e si apre l’attività di trattoria e asporto del cucinato.

Oggi a condurre il tutto ci sono Gennaro, il figlio di Pasquale, sua moglie Francesca, il cuoco e un paio di collaboratori. Ma da Giulia, si ricordano le abitudini passate, così la vita inizia presto. Si comincia alle 8,00 con la colazione, brioches, graffe, trecce e cornetti, e poi svariati dolci, tutto di produzione propria. Poi da mezza mattinata si inizia con il salato, tra pizze, frittatine, crocchè di patate, gli arancini, i panuozzi, i taralli e il cucinato, tutte specialità che, visitando il link, è possibile farsi un’idea.

 

Nel progredire nei tempi, il locale non è più solo asporto, infatti ha cinque tavoli per circa quindici coperti.

Ovviamente, anche se lo Storytelling del food ha portato ad una crescita l’imprinting da fast food, tavola calda o altro d’asporto, resta! Infatti i tavoli vengono apparecchiati al momento. Secondo le esigenze e le scelte del cliente, si crea la situazione adatta. Se si dovesse optare per la focaccia, le pizze ripiene e i panuozzi.

O addirittura è tutto più bello ed elegante, se, invece si dovesse decidere di mangiare dall’antipasto al dolce. L’evoluzione nel tempo fa si che arrivi il tocco di classe per la tavola. Con le stoviglie di Vietri, i calici, le posate e i cestini per il pane, conservati nella credenza in legno in bellavista dietro il bancone. Non a caso la clientela è quanto mai variegata, sia per età che per classe. In primis gli abitanti di Posillipo. Poi c’è grande varietà, arriva da tutta Napoli, sfruttando ancora il nome che ha creato per l Elettroforno, negli anni, Don Mario.

Eugenio Fiorentino

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