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Da Leopoldo a Casa Infante percorrendo uno Storytelling del food per i dolci iniziando dal tarallo

L’arte bianca napoletana è nota al e nel mondo per bontà, ma soprattutto bravura per riuscire nei propri intenti, infatti c’è chi come Leopoldo Infante, da innovativo  Maestro, con ed in questa  ha scritto il proprio Storytelling del food.

Tutto ha inizio con l’amore verso i taralli seguendo la tradizione tramandata da vecchi maestri tarallari di fine ‘800. Infatti illo tempore decise di aprire una sua bottega in via Foria, puntando sulla bontà ,riconosciuta nel mondo, del tarallo napoletano, cioè il tarallo n’zogna e pepe.

Così inizia producendo taralli da far rivendere ai famosi chioschi di Mergellina e ai vari venditori ambulanti della città.

Maturando esperienza si fa forte, rinvigorito da quella orale di famiglia che si tramandata di padre in figlio, Leopoldo avverte che è arrivato il momento propizio per aprire un negozio specializzato a Via Foria.

L’amore per l’arte bianca è di famiglia, ma se tramandata può differire nel prodotto ma non nella qualità. Infatti Patrizio, figlio di Leopoldo, decide poi di ampliarsi, estendendo l’ offerta del punto vendita anche riguardo prodotti di pasticceria. Iniziando con i prodotti dolciari entrati, a pieno titolo, nell’immaginario gastronomico dei napoletani si inizia a scrivere un nome e a far nascere un marchio in uno Storytelling del food anche legato alla propria terra, producendo sfogliatelle, babà, ma non troppo tradizionalisti, così proprio quest’ultimo sarà riproposto attraverso   loro più svariate composizioni, riuscendo ad essere innovativi. Dopo tutto questo è un vizio, ormai marchio di famiglia, non a caso a Lui dobbiamo la gustosa torta zeppola, cioè una grande pasta choux riempita di crema e fragole diventando in breve tempo un must della pasticceria napoletana, e da molti riproposta. Quindi è chiaro il segno!

Per cui non si può essere solo taralli.

Arriviamo così a “Casa Infante”

Realizzato dai fratelli Infante,  Fabio e Marco, attraverso il loro volersi dividere i compiti sono riusciti e riescono in un piccolo gioiello, racchiudendo gli obiettivi di una crescita costante e di voler contraddistinguere la tradizione familiare, riu scendo attraverso la divisione dei compiti.

Infatti, Marco fa da anima produttiva che attraverso l’esperienza maturata nella pasticceria la mette a frutto, istruendo i propri collaboratori e soprattutto aggiornandosi, seguendo corsi e approfondendo la ricerca su quanto di meglio la moderna tecnologia sempre rispettando i culti di una vera produzione artigianale sia per la scelta delle migliori materie prime e per la cura e l’attenzione dei particolari.

Fabio, invece, è l’anima commerciale, seguendo ogni aspetto a questo legato, iniziando dall’apertura di altri punti vendita arrivando  all’elemento principale di ogni azienda di successo, il personale. In modo che tutti i collaboratori continuino il percorso imbastito dalla primaria mission aziendale del saper, poter e dover offrire sempre prodotti genuini. Infatti sia per laboratorio che punti vendita sono stati scelti attraverso un processo di selezione rigoroso, con cui riescano a dimostrare un’attenzione maniacale al cliente, alle sue considerazioni.

Eugenio Fiorentino

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