Il torrone nato da carestia all’artigiano Turró per essere Parola di Eugenio

Abbiamo già parlato del Torrone nel suo Storytelling del food. In un periodo di criticità storiche si trova a suo agio, rientrando nella Parola di Eugenio.

Varie origini contraddistinguono il Torrone ma quella che colpisce di più è quella più antica che arriva dalla Spagna. Cioè che secondo diverse fonti storiche spagnole, la nascita del torrone non sarebbe stata per celebrare, ma per sopravvivere.

Infatti ci sono due versioni che si intrecciano, di cui la prima abbraccia e consola per la crisi:

1. Il concorso arabo per un cibo che non marcisce.

Durante la dominazione araba in Spagna, nell’XI secolo, ci fu un concorso per creare un dolce nutriente che potesse essere conservato a lungo in buone condizioni. Serviva un alimento compatto, calorico, che non si deteriorasse: miele, zucchero e mandorle.

2. Turrò l’artigiano di Barcellona.

L’altra versione, la più citata quando si parla di carestia, attribuisce l’invenzione a un artigiano di Barcellona il cui soprannome era Turró. Egli ebbe l’incarico di preparare un alimento con la materia prima abbondante nella regione – mandorle e miele.

Perchè poi sarebbe diventato, grazie al suo essere ben divisibile una risorsa indispensabile in tempi di carestia e di fame.

Da qui deriverebbe anche il nome stesso: Turrón / Torrone dal cognome Turró. Altre fonti ricordano la Città di Barcellona, in cui il Torrone troverà fortuna per aiutare nella carestia.

Si racconta che la leggenda è stata ripresa anche in chiave moderna: durante l’assedio di Barcellona del 1714. Momento in cui Turró avrebbe trasformato la scarsità in opportunità per inventare un alimento che non solo salvò vite, ma che poteva conservarsi a lungo senza deteriorarsi per sfamare la popolazione assediata. L’aspetto importante era ed è la praticità, perchè è un dolce ricco che precede il periodo di Natale, ma sazia. Perciò Parola di Eugenio.

Nonostante la sua povertà, perchè è un impasto di miele e frutta secca, che dona vari benefici. Altamente calorico: dava energia immediata agli atleti greci prima e ai soldati / popolazione affamata poi è a lunga conservazione: il miele è un conservante naturale, lo zucchero caramellizzato isola le mandorle dall’umidità e soprattutto è facile da trasportare: in forma di tavoletta o “pastiglia”.

Riuscendo ad essere ben energetico ed energico, non a caso, a Jijona (Alicante), patria storica del Turrón spagnolo, i documenti del XVI secolo attestano che a Natale i lavoratori venivano pagati con il torrone: valeva quanto il denaro in tempi di scarsità ed era garanzia per la sopravvivenza quotidiana.

Quindi se la leggenda cremonese è una storia d’amore e di torri, quella spagnola è una storia di resilienza: il torrone come risposta medievale alla moderna carestia.

C’è sempre da imparare nella storia del food da Parola di Eugenio, anche extra Storytelling del food.

Eugenio Fiorentino

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