La Parola di Eugenio, oltre l’impostazione settimanale, segue il periodo annuale, procedendo extra, magari per raccontarne nella stessa. Con l’inizio della Quaresima ci si avvicina alla Pasqua, ma soprattutto inizia il periodo giusto per degustare i biscotti Quaresimali che nel periodo food diventano parte della Parola di Eugenio.
La ricetta originale è nata per non infrangere il digiuno quaresimale, escludeva grassi animali. I protagonisti sono solitamente mandorle (spesso pasta di mandorla o marzapane), zucchero, albume d’uovo, canditi e spezie come cannella e chiodi di garofano. Perchè come si può dedurre il nome deriva dalla “Quaresima”, perchè durante i quaranta giorni di astinenza e penitenza che precedono la Pasqua. La Religione si presta alla Pasticceria per creare Cultura. Così le prime ricette escludevano burro, latte e uova per rispettare il digiuno religioso. Quindi si preferivano preparazioni semplici con frutta secca e spezie e per una questione di sazietà. Anche perchè arrivano subito dopo Carnevale, che tra Lasagna, Chiacchiere e Migliaccio avrà riempito e c’è bisogno di un pò di pausa. Dovendo aiutare in un periodo religioso di penitenza nascono da Origine Monastica (XVI Secolo). Infatti si sostiene che i quaresimali siano nati nei conventi di clausura, in particolare tra Palermo e Genova, intorno al XVI secolo. Non solo per proprio uso. Si dice che le monache creavano i biscotti Quaresimali speziati o a base di mandorla per sostenere economicamente i monasteri attraverso la vendita, rispettando le restrizioni alimentari religiose. Anche perciò gli ingredienti magri, dovendo richiamare il digiuno nella Parola del Signore ma nella Parola di Eugenio, vi invitiamo alla ricerca, seguendoci su Facebook, e seguire i consigli della Parola di Eugenio.
Eugenio Fiorentino


