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Per Dello buono Storytelling del food, o Del Buono, meglio gustare in Pizzeria La Pizza Da Gennaro a Secondigliano

Dopo aver presentato qualche particolarità della Pizzeria Da Gennaro, visitandola a Corso Secondigliano 420 per un DiretTour, è giusto raccontarne lo Storytelling del food. Si rivela un pò tipico a quasi tutte le Pizzerie Centenarie, infatti…

La storia della famiglia Del Buono, iniziata come Dello Buono, nasce intorno alla metà del 1800 con Generoso Dello Buono (classe 1853) Rosticciere di Luigi Mattozzi, nonché suo suocero e proprietario della pizzeria tuttora sita in Piazza Salvo d’Acquisto a Napoli. Qualcosa sembra non collimare, ma bisogna considerare che all’epoca dei fatti il rosticciere e il pizzaiolo erano attività sovrapponibili in quanto nelle pizzerie si faceva un po’ tutto.

Così il legame dei Dello Buono con i Mattozzi durò ancora per anni tanto che suo figlio Umberto, classe 1884, alcuni figli e il primo nipote di questi (anch’egli Umberto) prestarono la propria arte presso la Pizzeria dei Mattozzi.

Con il passare del tempo la famiglia Dello Buono, divenuta Del Buono con la dichiarazione di nascita di Generoso agli inizi del 1900, a causa del cognome erroneamente trascritto, si trasferì ed insediò con proprie attività nel quartiere Secondigliano.

A questo punto, Generoso Del Buono, anch’egli pizzaiolo, apre una piccola bottega sul corso Secondigliano, iniziando a fare scuola ai propri figli, trasmettendo l’arte del pizzaiolo sin dalla giovane età mandandoli anche ad imparare presso altre realtà lavorative.

Tra questi, c’è chi eccelle, come il figlio Gennaro, che, da vero amante, seppe coniugare meglio le sue valide capacità di pizzaiolo con quelle anche di artigiano costruttore dei forni. Iniziando a riscuotere successo, ma soprattutto meritevole di rispetto, divenne così Don Gennaro.

Era così chiamato da tutti in segno di grande stima e rispetto, sia per la bravura nell’essere Pizzaiolo, iniziò a fare scuola, aiutando ad avviare molte realtà fuori Campania o nella stessa città di Napoli, come quella a Piazza Cavour con il papà del Presidente AVPN Antonio Pace dove, a detta di molti sarebbe nata la capricciosa. Accanto a tali abilità sviluppò anche però una grandissima abilità nel costruire forni al punto tale che molti degli attuali maestri nella costruzione di forni per pizzeria napoletana sono annoverabili tra i suoi allievi.

I forni di Don Gennaro sono ancora oggi presenti in alcune pizzerie finanche in Giappone.

Di detta capacità i figli di Don Gennaro, ed in particolare Maurizio Del Buono, hanno saputo apprenderne i segreti al punto tale che nel Quartiere Secondigliano è una buona realtà. Ma Don Gennaro, del quale ancora oggi la Pizzeria reca il suo nome è stato per il quartiere Secondigliano anche il pizzaiolo di riferimento per la creatività. Nella sua pizzeria sono nate le pizze gourmet ante litteram come quelle con la frutta o la bruschetta che per tutti e 60.000 i secondiglianesi è la pizza di Don Gennaro e di Secondigliano.

Il Figlio Maurizio ha continuato bene l’attività, ingrandendosi, migliorandosi e trasferendo l’attività prima di poche centinaia di metri sullo stesso marciapiedi e poi, definitivamente di fronte all’ultima sede in un locale spazioso con tante foto storiche alle pareti e suppellettili antiche quali stufe, cassa e altro.

Oggi Maurizio assieme a Claudio (sesta generazione nota di pizzaioli Del Buono o Dello Buono) propone ancora una pizza saldamente legata alla tradizione con sapori e abbinamenti talvolta anche scomparsi dalle pizzerie storiche ma presenti in tanti menu del dopoguerra.

Eugenio Fiorentino

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