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Giovanni Breglia della Pizzeria del popolo ha spiegato il suo amore per la Pizza nella Tradizione, di un buon impasto, simbolo di Storytelling del food per e del popolo

Dopo la presentazione delle particolarità della Pizzeria del popolo a Piazza Mercato 44, abbiamo voluto capire, facendo una chiacchierata con il proprietario Giovanni Breglia, come si sia sviluppato lo Storytelling del food.

Scoprendo che l’attività è sta aperta nel dicembre del 2005, precisamente il 13 dicembre 2005, da lui e Franco Pierno. Scegliendo questo nome, perché in maniera romantica avendo fatto gavetta al centro storico, lavorando alla Pizzeria Di Matteo, per 15/16 anni. Hanno notato i suoi prezzi modici, sapendo che fosse “del quartiere” o degli studenti, ma e la Pizza è da sempre il piatto del popolo. Perché tutti potevano mangiarla, così la decisione di chiamarla Pizzeria Del Popolo, perché della gente.

A questa scelta si è arrivati perché, i due avendo condiviso le prime esperienze, hanno notato come la Pizza fosse un qualcosa del popolo. Infatti Giovanni ci ha dichiarato che: “Iniziando la gavetta a 16/17 anni. Facendo il garzone da Di Matteo, lavando piatti, posate, facevo tutte le pulizie interne al locale. Poi pian piano con l’occhio “rubavo un pò di mestiere. Non essendo lì una realtà adatta per imparare e mettere subito a frutto il tutto. Quindi dopo un pò, il mestiere piaceva ed inizia a farsi la mia Pizza, poi la sua e del collega.  Poi ho cosse la sua Margherita, poi due, imparando piano piano il mestiere. Finché non sarà promosso sul banco dei Pizzaioli intorno al 2001, ed era fisso come “Pizzaiolo da Di Matteo.”

Dopo quattro anni non riuscia ad emergere economicamente, così decise di aprire la Pizzeria con Franco. Un pò trascinandoselo perché ormai i ruoli da Di Matteo non erano più solo da garzoni, facevano anche frittatine, arancini, crocchè, sapendo tutti a 360°.

Da qui nasce l’idea di aprire la Pizzeria con Franco, senza grandi sogni, ma semplicemente come tentativo. Infatti ci ha dichiarato cielo spirito iniziale fosse quello del  “Apriamola, facciamola per noi, a come va, va…“. Trovando un locale, anche se solo da asporto a Piazza Mercato che piacque lo stesso. É finito il periodo dell’essere garzoni!  Riflettendo che male che andava portavano a casa lo stesso mensile, ma non si era più soggetti a titolari. Certo che essendo agli inizi non c’erano dipendenti e facevano tutto loro. Lavorando dal lunedì al sabato, dalle 7 di mattina fino a mezzanotte, con solo la domenica di riposo. Questi ritmi vanno avanti per un annetto, tra sacrifici veri e propri, ma rincuorati dai feedback. Notano che la gente apprezzava anche se da asporto, sfruttando macchine, panchine per mangiare la Pizza.

Così decisero di aprire la sala, sfruttando il locale affianco sfitto, parlando con il proprietario, data la grandezza del locale presero solo la sala di giù. Così inizia una nuova vita! Per la prima volta, nel 2009, aprono la sala giù, con circa 30 posti a sedere. Ma ancora sono pochi, perchè dopo neanche un mese si faceva la fila fuori. Quindi nel 2014, si libera il locale sopra, chiedendo al Proprietario se potessero averlo, riuscendoci, e così adesso hanno circa 110/120 posti a sedere. E da che erano in due, ora c’è bisogno di ben 16 lavoratori, regolarmente inquadrati, e con la guida di Giovanni e di Franco è una bella realtà!

Il popolo non può concedersi tanti vizi, così non c’è una preferita in particolare, anche se hanno creato la Popolo, con pomodorini datteri, cicoli, provola e pepe, fatta al forno, che a detta di Giovanni è eccezionale. Ma oltre a questa, tra le preferenze ci sono la Pizza fritta, la Marinara  semplice o con un pò di salame, e tante altre, forse parecchie, la cui preferenza dipende dalla giornata, e dalle voglie di gusto. Questa varietà è importante, perchè non si è vincolati a valori tra gusto tradizionale gourmet, perchè la Pizza a parere di Giovanni non è di un gusto particolare svincolando il topping, e l’unica ‘importanza è per l’impasto e, parlandone con lui ci ha detto: “Io punto molto su un impasto leggero!”

Come detto il puntare su un impasto leggero ed a suo parere il topping è meno vincolante, quando sai usare bene la farina e di questa ne sei conoscitore, cercando miscele innovative tra tante farine, ma dando tante innovazioni si torna sempre al classico. Perchè la Pizza non la si può stravolgere, anche nel gusto, non a caso se uno facesse una stima percentuale in tutte le Pizzerie, predomina sempre la Pizza Margherita, perchè è il connubio perfetto: ” Pomodoro, mozzarella basilico.”,  anche se loro aggiungono un pizzico di formaggio, ma vabbè… non è importante.

Conta infatti che quando, citando Giovanni: “Te vien genij” ( ti viene voglia), mangi Lei,  e pensi: “M’agg mangiat a Pizza”( Mi sono mangiato la Pizza)”. Aspetto che scompare, non notando l’impasto, punto di forza della Pizzeria, quando sono troppo ricchi di gusti. Ultima nota a discapito di come l’innovazione abbia creato blasfemie nella Tradizione, per Giovanni è l’aspetto che l’impasto e la lavorazione, non è mai ottimale. Citandolo: “Adesso, addirittura, la Pizza la tagliano con le forbici, perdendo la Tradizione, cose che in 33 anni di Mestiere, non ho mai visto! Perchè bisogna usare dei prodotti buoni, ma mantenere la qualità della Pizza.”

Ringraziando Giovanni per la disponibilità vi serviamo, per gustare, almeno visivamente, una pagina social, per qualche loro bontà, iniziando dai fritti

per procedere poi con alcune Pizze

 

Eugenio Fiorentino

 

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