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Il DiretTour del sabato sera alla Pizzeria Fratelli Cafasso per una Pizza Centenaria e giovanile al dettaglio

La Pizzeria Fratelli Cafasso Via Giulio Cesare 156 è stata la meta scelta per il DiretTour del sabato sera, per riuscire a gustare una buona Pizza Centenaria, preparata con calma e dedizione, nonostante fosse un sabato sera, dagli addetti ai lavori Stefano Cafasso ed Antonio Barone, rispettivamente Pizzaiolo e Fornaro.

I due davvero un’ottima e collaudata coppia per la lavorazione e produzione della Pizza, che poi si dimostra di pregevole fattura. Merito dell’uno e dell’altro, sicuramente il Pizzaiolo deve creare prima e il Fornaro realizzare poi, ma

se il primo sbagliasse qualcosa nella precedente lavorazione, sarebbe poi un effetto domino negativo per le altre produzioni. Invece il buon Antonio è un’ottima spalla per Stefano, facendo in modo che non gli si accavallino i lavori.

Riesce prontamente ad infornare le Pizze, liberare il banco facendo creare a Stefano altre bontà. Questo affiatamento mi è subito balzato agli occhi.

Abbiamo notato la dimestichezza di Stefano con i plurimi ingredienti nel bancone, riuscendo a creare Pizze gourmet intriganti, ma soprattutto buone.

Così ci dirigiamo al tavolo, accompagnati da un ospitale Ciro, e notiamo uno lo stile della Pizzeria Cafasso, abbastanza intrigante, che spazia dal tradizionale di Ugo, come si può notare dall’immagine di copertina, ad una spiccata essenza artistica, molto eccentrica, estrosa e creativa di Stefano, e le sue scelte decorative regalando ciò che non ci si aspetta in Pizzeria .

Così dopo tanto bel vedere è arrivato il momento di gustare!

Quindi non c’è cena in Pizzeria che non si apra con un assaggio di frittura all’italiana, tirata e gustosa al dettaglio. Ma soprattutto fatta in casa!

Che poi oltre al gusto, da cui abbiamo notato il suo non essere stata acquistata, perchè ogni ingrediente era distinguibile dall’altro. Raffinata è stata anche la modalità del friggere, attraverso leggeri bagnìni olio. Già immagino le ceste che velocemente sono mosse e fanno ristagnare meno il fritto, in modo che non si bruci.

 Ok! La frittura è andata, accompagnata anche da una peculiare birra, consigliataci per esaltare i gusti, perché di suo strong ma che non ammazza i sapori. Quindi vada per una  Forst Felsenkeller Bier, che si presenta di gusto intenso, pieno, armonioso e ben strutturato, ma soprattutto per un retrogusto morbido e suadente.

Beh… bisogna fare attenzione, rischia che non basti solo una per quanto è buona. Fortunatamente tra servizio veloce e medesimi Pizzaiolo e Fornaro, arriva presto anche la Pizza.

Devo ammettere che per mio gusto e mia voglia di sperimentare novità, difficilmente scelgo una Pizza tradizionale. A volte riesco anche ad ispirare curiosi commensali. Così in quest’occasione, conoscendo la mia curiosità, Stefano, ricordando la predisposizione a regalare l’inconsueto, mi consiglia di gustare una sua Pizza nuova, perché occasionale. Ammetto… una bomba di calorie ma soprattutto di gusto, la PIZZA CON PORCHETTA, PATATE E PROVOLA .

Non era per niente una mischia Francesca di sapori. Anzi, l’affumicato della porchetta si avvertiva nonostante l’essenza al forno delle patate e il gusto forte della provola.

Beh… mi si potrebbe accusare di una Pizza pesante sia di ingredienti che di peso specifico. Se nel primo caso si può dare ragione, per il secondo la forza dell’impasto e la maestria nella stesura permettere il trancio non si pieghi mai o troppo, riuscendo a far mangiare meglio la Pizza.

Tra i commenti con i miei commensali sono emerse positive sensazioni per la bravura del Pizzaiolo nella stesura, ma soprattutto nel pre. Ha creato un impasto leggerissimo e digeribilissimo, ed anche del Fornaro infatti la Pizza era ben cotta ad ogni punto. Le leggere e normali bruciature che danno quel tocco di sapore in più alla Pizza erano accettabili. L’essenza tradizionale si conferma anche con il digestivo a fine cena. Perché a discapito della moda di offrire tanti liquori e distillati moderni e giovanili, puntano su pezzi forti. Così scegliamo l’amaro Frnet Branca Menta, che servito freddo al punto giusto, per evitare una congestione, esalta ogni gusto in bocca ancora della cena!

Al prossimo DiretTour!

Eugenio Fiorentino

 

 

2 commenti

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