In un nostro scorso articolo vi abbiamo presentato una delle parti più importante dello Storytelling del food delle Pizzerie, raccontandovi del Le Centarie.

Così, per i dovuti onori, iniziamo da quella del Presidente Salvatore Antonio Grasso , cioè la Pizzeria Gorizia 1916.

 

Divenuta un punto di riferimento nel panorama gastronomico napoletano, sforna pizze da non solo cento anni, ma da oltre un secolo , restando legati alla Tradizione, non a caso ancora oggi come cento anni fa, sia le pizze che i piatti provengono da ricette antiche della tradizione, tramandate di generazione in generazione, in cui per la produzione si prediligono prodotti di eccellenza del territorio accuratamente selezionati, il vero segreto per resistere nel tempo, anche contro i peggiori auspici. Infatti per gli inizi dobbiamo ricordare che era il 10 maggio 1916 quando, in un Vomero ancora una distesa di terreni coltivati a broccoli, ed un giovanissimo Salvatore Grasso, appena rientrato dal fronte, apre per la prima volta le porte di un’attività che, negli anni, diventerà un’istituzione nel panorama della pizza Napoletana.

Certo un desiderio che il Buon Salvatore bramava da anni perché prima di partire era già un acclamato pizzaiolo presso la pizzeria Mattozzi, così, dopo aver resistito alla Guerra si sentiva forte per aprire una propria Pizzeria e così decise di creare qualcosa di suo mettendosi in proprio e soprattutto in gioco, forte dell’aiuto di Sua moglie Anna in un quartiere che di lì a poco avrebbe conosciuto un’enorme espansione, il Vomero.Quindi rileva un antico locale, lo chiama “Gorizia” in onore dei suoi commilitoni che in quei giorni entravano nella città di Gorizia, restando per ben nove anni l’unica attività di ristorazione della zona.

La fortuna fu proprio questa, non solo Pizza, anche la cucina di Salvatore delizia dai palati più umili ai più nobili. Così principi e duchi, innamorati del clima e della tranquillità della collina, iniziano a costruire proprio al Vomero le proprie residenze e diventano presenze fisse alla Pizzeria Gorizia. Allo stesso modo, gli operai che affollano il quartiere e che disponendo di una breve pausa pranzo e soprattutto poche monete, danno a Salvatore lo spunto per creare il primo fast food della storia, creando un assortimento di contorni da inserire nelle pagnotte fatte con la pasta della pizza.

Non deve passare o restare in ombra la figura da bravo Imprenditore di Salvatore Marco Grasso, per chi lo conosce bene Toto, cioè il figlio di Salvatore Grasso, che grazie al suo fiuto, la sua intraprendenza ed alla voglia di creare nuove e promettenti realtà ha quasi monopolizzato il quartiere Vomero tra via Cilea e via Scarlatti, con proprie Pizzerie, più giovanili, non a caso targate Olio & Pomodoro, sempre seguendo le “friulane” orme, in modo che lo Storytelling del food continui e possa essere accessibile a più persone di generazione in generazione, grazie all’essenza più giovanili di queste ultime, grazie alle Pizze tra offerta tradizionale e a tante innovazioni nelle rivisitazioni di storiche

o proprie novità con l’estrosità di giovani collaboratori

 

 

 

 

 

 

 

 

provando ad essere una Centenaria ma dei tempi moderni

.Soprattutto, come dimostriamo in copertina, senza mai abbandonare i punti di partenza o meglio le origini.

Eugenio Fiorentino

 

 

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