Menu Chiudi

Con Foodclub.it scopriamo lo Storytelling del food in famiglia a Civitella Casanova del Ristorante La Bandiera

Grazie ai Colleghi di Foodclub.it, abbiamo scoperto l’interessante Storytelling del food del Ristorante La Bandiera a Civitella Casanova che è per davvero appassionante ed intrigante perché sempre in famiglia.

Perciò spazio all’articolo

Ristorante La Bandiera

Contrada Pastine, 4, 65010 Civitella Casanova PE

Aperto tutti i giorni a pranzo e cena tranne il martedi e il mercoledi.

Tel: 085 845219

Prenotazioni: labandiera.it

Prezzo medio: 65€/85€ escluso i vini

Tra le montagne pescaresi, precisamente a Civitella Casanova, un paradiso sospeso tra Majella e Gran Sasso, la famiglia Spadone porta avanti ormai da tre generazioni una bellissima realtà ristorativa, fatta di qualità, passione e anche innovazione, portando a far diventare il Ristorante La Bandiera un riferimento in questo territorio.

Una storia che parte nel lontano 1977 con i genitori di Marcello Spadone, da poco trasferiti da Roma in Abruzzo, in particolare la mamma Anna D’Andrea trasforma una rivendita di Sali e Tabacchi in una trattoria di successo, storia proseguita poi negli anni fino al conseguimento della stella Michelin da parte del figlio.

Con Marcello i piatti della tradizione assumono una veste nuova e creativa, grazie anche alle conoscenze acquisite durante le esperienze con Gualtiero Marchesi all’Albereta e al Luogo di Aimo e Nadia, non da meno l’apporto dato dalla moglie Bruna con le sue competenze in campo agronomo, è sua la cura e la gestione dell’orto del ristorante, lavorato sempre più in modo sinergico, e della serra dove vengono coltivate svariati tipi di piante, anche esotiche e particolari come il carcadè, l’origano brasiliano o l’ombelico di Venere, una particolare pianta grassa che deriva il suo nome proprio dalla forma che hanno i fiori, tondeggianti e con una rientranza al centro.

Oggi la cucina e la sala sono saldamente in mano ai figli Mattia e Alessio Spadone, portando un ulteriore vento di modernità ad una cucina che comunque ha salde radici nel territorio abruzzese.

Da sottolineare l’esperienza di Mattia dai leggendari fratelli Roca e di Alessio all’Enoteca Pinchiorri.

LOCATION

Il Ristorante si presenta estremamente curato ed elegante con i suoi colori caldi e le belle note di colore date dalle opere dell’artista Sandro Visca, molto belli anche il soffitto in legno e la pavimentazione in cotto, le splendide lampade da soffitto Karman e i tavoli rotondi diversi tra loro, abbiamo tre sale principali, una di queste si affaccia con ampie vetrate sul panorama circostante.

MENU’

Iniziamo il menù con uno Champagne Brut Classic di Deutz per il benvenuto dello Chef.

Molto bella esteticamente e decisamente piacevole l’insalatina composta con radici, carota rossa, topinambur, arachidi, salsa di rafano e al centro una bella rosa di rapa rossa, accompagnata da un blend di uve Fiano e Greco, il “Core” Bianco, 2019 di Montevetrano.

Ottima la tartare di gamberi rosa con un interessante pasticcio di fegatini, mele e succo di sedano.

Un Montonico, 2019 dell’Azienda agricola Valente per un altro bel piatto dove la componente vegetale è ancora una volta molto presente ed usata in modo stuzzicante e creativo, una rapacciola, il ravanello selvatico, con al di sotto mozzarella stracciata, salsa all’aglio nero, bottarga e crostini.

Passiamo ad un vino rosato dal delicato profilo aromatico e fruttato, un Cerasuolo d’Abruzzo, 2020 della cantina Tiberio per una piacevole rivisitazione di un tipico dolce abruzzese in chiave salata, la ferratella di ceci, manzo marinato e leggermente stagionato con salsa di mandorle amare e humus di ceci.

Passiamo ai primi con un ottimo spaghettone con estratto di scampi, mollica abbrustolita e olio al cipollotto e delle curiose girandole di pasta fresca farcite di lepre e di erbe spontanee, spuma di caciotta e frutti rossi e un buon rosso francese biodinamico, Saumur-Champigny 2019 del Domaine des Roches-Neuves.

Gustosa e piaciona la seppia con crumble di olive, patate soffiate, completata da una salsa sempre di patate e altrettanto godurioso il filetto di agnello alla Rossini secondo Mattia, bella cottura e tecnica per servire in chiave locale un grande classico della tradizione culinaria francese.

In pairing un rosso aromatico ma intenso il Montepulciano d’Abruzzo “Vigneto Sant’Eusanio”, 2017 dell’azienda agricola Valle Reale.

Passiamo alla parte dolce del menù con Il Moscato d’Asti di Paolo Saracco e un dessert a base di fragole proposte in varie consistenze e panna acida.

Terminiamo con un Cognac Pale & Dry di Delamain e piccola pasticceria.

CONCLUSIONI:

Ritornare al Ristorante La Bandiera ha confermato il bel ricordo che avevo della precedente esperienza, fatta poco prima dei vari lockdown, ho trovato una cucina sicuramente evoluta sia in termini di gusto che di aspetto visivo, piatti molto curati dal punto di vista estetico, buona tecnica e creatività partendo spesso, come è giusto che sia, da tradizioni e ingredienti locali, materia prima di qualità a filiera corta, scelta da una rete di produttori locali o addirittura a km0 dato che olio, ortaggi, frutta e verdura sono di produzione propria, curati da mamma Bruna.

È proprio il caso di dire che Mattia ha portato la cucina del padre Marcello ad nuovo livello di qualità e creatività ed il fratello Alessio in sala non è da meno, è da sottolineare la bella accoglienza e il servizio durante tutta la cena.

A questo si aggiunge una bella carta dei vini con ricarichi decisamente onesti e un rapporto qualità prezzo unico tra gli stellati italiani, un ulteriore valore aggiunto che spinge a ritornare in questa piccola perla abruzzese.

Massimo Penna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.