Storytelling del food da oriente: il Riso dalle origini alla cultura occidentale

Lo storytelling del food di questa settimana proporrà storia e curiosità di uno degli alimenti più prodotti e diffusi nel mondo: il riso. Il cereale protagonista come base alimentare di molte civiltà soprattutto orientali, legato a profondi significati religiosi e filosofici.

Perchè il Riso esiste in varie differenti specie, a seconda del luogo. Le più comuni sono due: Oryza sativa, originaria dell’Asia, e Oryza glaberrima, nata e diffusa in Africa. Comune sin dall’epoca neolitica.

Attualmente il Riso rappresenta una delle principali fonti di cibo, diventata comune anche in molti piatti della tradizione gastronomica italiana. Sartù, Arancino, Risotto allo zafferano sono solo alcuni dei piatti più famosi in cui il riso ricopre il ruolo di indiscusso protagonista.

Quindi andiamo a storicizzare!

Lo Storytelling del food del Riso parte dall’importazione alla coltivazione, perchè da strumento medico diventa cibo popolare.

Lo storytelling del food ci conduce in epoche molto antiche, ai tempi delle prime civiltà. Infatti, le sue primissime attestazioni risalgono a 15.000 anni fa, presso le pendici dell’Himalaya. Per poi darci notizie di risaie lungo il fiume YangTze, il fiume azzurro, in Cina .

Dalla patria il Riso si sviluppò velocemente presso i popoli della Mesopotamia. La vicinanza ai fiumi Tigri ed Eufrate rappresentava un buon presupposto per una fiorente coltivazione di riso. Infatti, grazie ai cambiamenti climatici dal Neolitico si erano create le condizioni per portare avanti le coltivazioni di riso. Per rendere il riso un’importante fonte di sostentamento di base.

A partire dall’Oriente il riso fu diffuso nella cultura dell’Africa Mediterranea grazie agli arabi e alle imprese di Alessandro Magno approdò successivamente in occidente. Tuttavia, le testimonianze riguardo la consumazione del riso nel mondo greco e romano sono pochissime. Tutte sono inerenti all’uso del riso come trattamento di bellezza o medicinale. In Italia il riso iniziò a circolare più ampiamente intorno al 1300. Quando il duca Filiberto di Savoia ne fa comprare in abbondanza per farlo utilizzare nella preparazione dei dolci.

A seguito della peste si iniziarono a stabilire anche le prime coltivazioni in Italia, che interessò soprattutto le zone paludose della penisola. La più antica risale al ‘500 e ben presto si diffuse in tutto il Nord Italia e anche oltre. Il riso rappresentò la salvezza in periodi di carestie, in cui i raccolti erano completamente devastati. Nonostante la sua popolarità, il riso comparve poco nei ricettari di corte, perché era un alimento destinato maggiormente agli strati più poveri della popolazione. Solo nell’800 il conte Cavour, interessato a questo cereale, ne intensificò la produzione e ne garantì la conservazione nelle aree piemontesi.

La cultura del Riso nella cucina italiana

Nonostante la dimensione popolare del riso che ha caratterizzato la sua diffusione. La sua produzione porta nomi importanti italiani: alcuni esempi sono Carnaroli, Scotti, Gallo, Curtiriso e Flora. Inoltre, il riso è alla base di vari piatti della tradizione culinaria italiana.

Partendo dal nord si può gustare il famosissimo Risotto alla milanese, a base di carne, burro e zafferano, nato durante uno scherzo e diventato un’icona della cultura di Milano. Spostandoci al Sud si possono assaggiare piatti tipici come gli Arancini, triangoli fritti ripieni di riso e carne tipici della Sicilia.

O il Sartù, un Timballo di riso e sugo nato presso la corte napoletana, da scoprire ed assaporare insieme.

Ma, per non fare un buco nell’acqua, come non citare il Risotto alla pescatora. Uno dei più tipici piatto di mare e da_mare, in cui si incontrano leggerezza e intensità. All’offerta della nostra cucina italiana poi si è recentemente accostata quella giapponese del sushi, grazie alla quale si è diffusa ancora di più la cultura del riso e il suo apprezzamento.

Chiara Peluso

 

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