Lo Storytelling del food nasce per regalare storia, curiosità, per creare interesse nel food che degustiamo. Attualmente bisogna essere realistici e pragmatici per magari raccontare periodi bui. Perchè dalla crisi, o altre situazioni gravi, come la guerra, nascono novità ma anche nuovi spunti culinari agli amanti del food e della cucina, tipo la Pizza fritta.
Perciò non concentreremo la narrazione riguardo un piatto specifico come al solito ma affronterà un discorso storico più grande. Alla luce dei tempi odierni in cui si assiste a una crisi a causa del caro prezzi.

É inevitabile che molti beni di prima necessità, tra cui il cibo, siano coinvolti e purtroppo creano ripercussioni. Queste attaccano oltre che la vita anche l’idea del food, che non resta più tipico.
Il food è ancora una volta parte integrante della protesta e dei disagi. Infatti i consumi alimentari in Italia sono saliti di oltre il 1000% rispetto al secolo scorso. In passato vari eventi hanno causato crisi alimentari importanti in cui il cibo era davvero poco e la gente faticava ad andare avanti e sopravvivere. Dunque, ma, andiamo a storicizzare.
La crisi nello Storytelling del food: dal Medioevo all’età contemporanea
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Lo storytelling del food ci riconduce al Medioevo, periodo in cui spesso si sono verificate epidemie e soprattutto carestie, dovute a vari fattori. Primi tra i quali condizioni climatiche sfavorevoli, infestazioni di insetti, povertà causata da errate scelte politiche e soprattutto la guerra. Il primo caso si verificò nel 1315 circa nel Nord Europa, quando una piccola era glaciale sterminò i raccolti di cereali.
Notizie di importanti e devastanti carestie (specialmente in Italia) sono legati a guerre .
Esempi famosi si riscontrano sin dai tempi antichi e sono legati a eventi catastrofici come il sacco di Roma. O la guerra dei Trent’Anni, combattuta nella prima metà del ‘600. Tale conflitto coinvolse soprattutto l Italia settentrionale, in cui si verificarono situazioni di disagio estremo legate alla sussistenza. Queste portarono a feroci rivolte (si pensi all’assalto ai forni a Milano, raccontato con precisione e rigore da Alessandro Manzoni ne “I Promessi Sposi”). Ma tali situazioni si verificarono anche in epoche più vicine alla nostra. Basti pensare alla storia d’Italia della prima metà del ‘900. Quella delle due Guerre Mondiali e del Fascismo, in cui le persone vivevano con porzioni di cibo razionate.
Talvolta queste carestie erano causate anche dalla venuta di insetti e vegetali potenzialmente pericolosi. In Irlanda, un fungo parassita distrusse i raccolti di patate, fonte primaria di sostentamento degli irlandesi.
Queste carestie causarono di conseguenza l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità.
Ciò portò all’emigrazione, per cui in molti dal sud Italia emigrarono in stati dove c’era maggiore prosperità economica che avrebbe garantito un tenore di vita migliore.
Focus sull’attualità!
Attualmente nel nostro Sud si è ripresentata una situazione di crisi, legata al caro vita.

Infatti a causa dei prezzi alti divenuti insostenibili per molti gli autotrasportatori hanno (giustamente) bloccato il trasporto di merci .
Tra cui food e beni di prima necessità, nei negozi e nei supermercati, lasciando gli scaffali vuoti.
Tutto questo forse ci fa riflettere che talvolta una cosa semplice come un pezzo di pane o un piatto di pasta può sempre non essere scontata. É anche per questo, che la Parola di Eugenio darà sempre una voce al food e alla sua storia, perché parte integrante preziosa della nostra storia. Perchè va trasportata per non morire
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Chiara Peluso


