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Con I piatti di bobo Chef é sempre tempo di struffoli

Per i partenopei il nastro temporale dell’Anno è scandito più che dal calendario dalla Pasticceria. Non c’è Pasqua se non c’è Pastiera, non c’è San Giuseppe (19 marzo) se non c’è l’omonima Zeppola, naturalmente non c’è Natale e giorni seguenti, se non ci sono gli Struffoli, infatti questi per eccelsa bontà possiamo, o meglio dobbiamo, proporli o ricordarli sempre.

Ma in questo caso gli struffoli più che essere legati al Natale, sono propri legati alla nascita della Città di Napoli.
Non molti sanno che il 21 dicembre è ufficialmente ritenuto il compleanno della nostra amata città. Tanti sono i miti e le leggende che si ricollegano alla fondazione di Napoli, primo fra tutti quello della sirena Partenope che venne a rifugiarsi sull’isolotto di Megaride, ma generalmente c’è sempre un po’ di verità dietro alle leggende…
Partenope era il nome di un insediamento di coloni cumani fra il suddetto isolotto di Magaride ed il Monte Echia, attualmente conosciuto come la collina di Pizzofalcone (ora resa famosa dai Bastardi di Maurizio De Giovanni).  Al tempo Cuma era una grande e potente città che controllava l’intero Golfo di Napoli e gran parte delle coste laziali.  Ma il potere di Cuma era minacciato da altri popoli che si stavano espandendo su tutta la penisola. A seguito di una violentissima guerra contro gli Etruschi, i cumani decisero di trasformare la colonia di Partenope in una vera e propria città!  La chiamarono: Neapolis: “Nuova Città”.
Gli storici quindi fanno risalire la fondazione di Neapolis al 21 di dicembre del 475 a.C.
Perché proprio il 21 dicembre?
Gli antichi tendevano a porre la prima pietra di una città o di una struttura particolarmente simbolica in concomitanza con questi importanti fenomeni astrali. Senza ombra di dubbio i cumani, di origine greca, conoscevano molto bene i movimenti degli astri e avrebbero decisamente fatto coincidere la fondazione della città con il solstizio.
Così, il 21 dicembre di quasi 2500 anni fa nasceva Napoli.
Vi starete chiedendo, ma gli Stuffoli???
Beh, secondo voi degli antichi coloni di origine greca come potevano festeggiare la nascita della loro Nuova Città?
Ma friggendo, naturalmente!!!
Quindi ecco che 2500 anni fa, un piatto tradizionale greco prende possesso con un pizzico di fantasia e leggenda: il Podio del Dolce Natalizio Napoletano.
D’altra parte possiamo affermare che il termine “struffolo” derivi da “στρόγγυλος” (si scrive stroggulos, si legge strongulos), che in greco significa “rotondo“ e nel mondo greco è rimasta una ricetta simile: i λουκουμάδες (loukoumades).
Gli Struffoli, palline rotonde, delicate e saporite, alternano il morbido della pastafrolla alla sorpresa degli zuccherini e dei piccoli confettini con anima di finocchietto (Diavulilli) al dolcissimo Miele, il leggendario Nettare degli dei (unico dolcificante dell’antichità, oltre che garantire una perfetta conservazione del cibo).
Per gli Struffoli non esistono grosse varianti, contrariamente ad altri dolci o piatti, certamente è apprezzata l’uguale grandezza, che però non deve essere mai troppo grande (la grandezza di un cecio) e devono essere leggere e lievitate.
Fondamentale è la frittura, lo Struffolo deve avere un bel colore dorato e non deve risultare unto, anzi deve scrocchiare.
Per la guarnizione ormai si adottano anche forme sceniche con l’ausilio di trionfi, cestini e cornucopie di torroncino croccante.
Ma siate sicuri, che se inizierete a spiluccare nel piatto degli Struffoli, alla fine non ne rimarrà neppure più uno.

INGREDIENTI
Impasto:
Farina 00 gr 500
Uova intere 4
Lievito birra 1/3 di cubetto
Zucchero gr 80
Alcool 90°  3 cucchiai o un Bicchierino di limoncello
Limone e Arancio grattugiato (buccia)
Sale un pizzico
Olio di semi per la frittura 1 litro
Rifinitura:
Miele Millefiori gr 500
Zucchero gr 200
Diavulilli (Confettini al finocchietto)
Zuccherini (confettini microscopici)
Scorzette d’arancio, cedro e ciliegine candite

PREPARAZIONE
L’impasto si prepara con la farina, uova, zucchero, burro ammorbidito, il lievito, la buccia grattugiata del limone e l’arancio, l’alcool e in fine un pizzico di sale..
Dovremo ottenere una palla lucida e compatta, facilmente da dividere la lasciamo a riposare coperta con un canovaccio umido sulla spianarola per una 30 di minuti.


  1. Stacchiamone un pezzo e con le mani andremo a rotolarla ottenendo dei cilindretti, che di volta in volta divideremo e rotoleremo per ottenerne altri più sottili, fino ad ottenere il diametro desiderato ( attenzione che in frittura gli struffoli cresceranno).

  2. A questo punto andiamo ad effettuare il taglio con un coltello affilato un taglio in diagonale e netto. Importantissimo l’uniformità del taglio per avere una dimensione omogenea di tutte le palline.
  3. In una padella alta riscaldiamo l’olio a 180° e facciamo friggere delicatamente nell’olio gli struffoli: essendo piccolini, saranno dorati in pochissimo tempo, circa un minuto o anche di meno.  Attenzione che è possibile che l’olio schiumi.
    Lasciamo gli struffoli appena fritti ad asciugare su fogli di carta assorbente.

  4. Terminata la frittura possiamo riscaldare il miele e lo zucchero in una pentola, fino ad ottenere un liquido omogeneo, spegniamo la fiamma e versiamo gli struffoli facendoli delicatamente girare nel miele, facendo attenzione affinché tutte le palline si bagnino in modo uniforme e non eccessivo.

  5. Versiamo in piatti di portata e coloriamo con una cascata di coloratissimi confettini e la frutta candita a piacimento.
    Anche se passato, con il gusto che rievoca, così è sempre un Buon Natale…

That’s all Folks!!!

Roberto Di Maio / Bobo Chef

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