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L’imprevedibilità dei DiretTour ci spinge a tentare la fortuna, gustando Ciro Coccia, alla Pizzeria La Dea Bendata

Fare la rima ha sempre, ha un non so che di poetico, ma in certi casi anche di gusto. Infatti grazie al DiretTour alla Pizzeria La Dea Bendata, al Corso Umberto I 93 Pozzuoli 80078 Pozzuoli, Campania,  ci suona ridondante la rima in zione. Non è pazzia, voglia di scherzare o deliri ma, non a caso, una constatazione.

Perchè il Maestro Pizzaiolo Ciro Coccia è riuscito ad unire nella sua proposta: “Tradizione, Innovazione e degustazione.

Perchè non è come andare in una “semplice Pizzeria”, ordinare la solita Pizza e sempre la stessa frittura, ormai scontata nell’offerta da Pizzeria. Nonostante sia solito offrire e garantire la buona Cornucopia, Ciro decide di stupirci con effetti gourmet, sia in offerta che in accostamenti. Non a caso, tradendo un pò le aspettative del campano fiore di zucca o ciurill mbuttunat, serve degli umilissimi ma gustosissimi fiori di zucca leggermente ripieni, ma di giusto, affidandosi alLa Dea Bendata, sia fortuna che propria attività, che la follia del tradire un pò il concetto del Foodporn a riguardo, esige che al primo morso, dal “Ciurillo” esca a valanga il ripieno di ricotta, invece essendo finemente sporcato, giusto per conferire una nota di sapore in più non disturbava. Anzi aiutava nella morbidezza per la leggerissima scivolosità del fritto.

Continuando con la frittura iniziale, giusto per rimanere leggeri e stimolare le papille gustative a nuovi orizzonti sensoriali di gusto eccoci delle frittate di zucchine ripiene e cosparse da una morbidissima mousse e per concludere, donando un pò di fritto ecco delle piccole mozzarelle in carrozza ma sempre leggermente fritte, non bollenti, come il resto, e con la solita mousse ben abbinata.

Devo ammettere che il buon Ciro Coccia ha voluto aiutarmi in questa leggera, ma intrigante scelta, per godermi bene, poi, la Pizza.

Così tanta innovazione nelle fritture, e bisogna ammettere che è un territorio difficile. Perché vuoi per dimensioni ridotte è difficile riuscire a donare e far emergere il giusto gusto, anche se “gourmet”. Così ecco che, celebrando la sera e l’atmosfera tranquilla che si vive nella sala esterna mi lancio in una Pizza La luna  nel piatto Il nome mi incuriosisce molto e non solo perché si tratta di cena ma perché leggendo gli ingredienti capisco perché del nesso spaziale. La similitudine lunare è data dalla grande presenza di formaggi, in buona convivenza e nessuno sovrasta l’atro. Ma soprattutto, non sembra una Pizza Quattro formaggi! Merito anche degli asparagi. Riescono a smorzare il latteo sapore dei prodotti da caseificio, non sovrastando ma accompagnando. Beh, questo per il gourmet, il mio compagno di cena e di DiretTour ha optato, conoscendo le abilità del Maestro Ciro Coccia, in un qualcosa di più tradizionale, come una Cosacca .

Tornando alla Pizza è stato possibile apprezzare la finezza di pasta. Merito della lavorazione che che ha reso la Pizza ben rigida, appunto, fin e past.

Merito di un impasto steso in modo che il disco della Pizza risulti soffice e sottile (Scuola di Pizza tradizionale, della zona Napoli Centro). Molto ricordante gli inizi del Maestro, che magari scopriremo insieme.

Eugenio Fiorentino

 

 

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