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Le visite del Caldarelli, con commensali, anche al-La locanda dei feudi, che vale il viaggio e il ritorno, e nell’attesa il ricordo

Le valutazioni singolari si basano troppo riguardo il concetto De Gustibus, rischiando di personalizzare troppo dei responsi. Così tra Le visite del Caldarelli anche una in comitiva al La locanda dei feudi.
“Se, come il viso, si mostrasse il core…”
Quanto di voi c’è nella vostra opera?
Quanto cuore si rinviene nel vostro lavoro?
Massima professionalità abbinata ad una straordinaria accoglienza.
E no, non cadiamo nel solito cliché del calore meridionale.
Qui è questione di mentalità.
Quante batoste hanno ricevuto questi ragazzi in 7 anni?
Li hanno corrotti?
Affatto.
Li hanno allenati all’apertura.
Come un pugile che lotta a guardia abbassata e porta a casa l’incontro.
Quanto vale il vostro stare bene? Ha un costo?
La critica che viene mossa sovente è sui prezzi.
Una visione miope, fondata sul mero calcolo del food cost.
E le preparazioni?
E il servizio?
E l’esperienza che si vive?
Sia io che gli altri 3 commensali abbiamo ritenuto perfettamente congruo il conto, considerando l’esperienza nella sua interezza, come andrebbe valutata sempre. Andando oltre un freddo computo aritmetico.
Ci si riconferma… Perchè: “É sempre un piacere!
Antonio Caldarelli

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