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Come da semplice domanda e offerta, ora, con lo Storytelling del food, scopriamo la tecnologia del e con il delivery

Il commercio, soprattutto quell’alimentare, gode di un proprio storytelling, rendendolo da sempre in evoluzione. Basti pensare agli inizi che hanno visto l’atto del baratto, per poi nel tempo raggiungere l’idea della compravendita, sviluppando tutto seguendo l’idea della Domanda e offerta di persona, per poi arrivare alle consegne a domicilio, semplicemente telefonando a quell’attività, fare l’ordine ed attendere.

Certo che in un’epoca tecnologica come la nostra era ipotizzabile che anch’esse diventassero protagoniste di un’evoluzione per innovare idee antiche, anche se basi del commercio. Quindi ecco il concetto delle piattaforme che permettono di ordinare e gustare quel prodotto anche a distanza, grazie il servizio di food delivery.

Senza l’unione del termine food dobbiamo considerare come questo esista da sempre. Non a caso la storia ci racconta che il delivery sia iniziato molti anni fa, in termini e nome più semplici, popolari, come il tipico cestino calato dal balcone ai garzoni delle varie attività vicine che gentilmente riempiono con le spese.

Ma adesso, tra offerta commerciale più ampia ed evoluzione dei tempi, tutto è stato dovuto amplificare, magari migliorare, per cui, non più la semplice spesa o la pizza, ordinate telefonicamente alle vicine attività, adesso è possibile andare oltre, in tutti i sensi.

Infatti ecco che da tempo sono nate svariate app di questo, nuovo servizio, a cui molte aziende, per resistere nel commercio, hanno dovuto aderire per entrare nella loro rete. Questo, inizialmente, era visto in maniera un pò schiva, quasi poco convincente, come fumo gettato negli occhi.

Ma poi, si voglia tra impossibilità o difficoltà di raggiungere fisicamente il luogo, tra svariati motivi, personali e di quell’attività, magari troppo distante dalla nostra abitazione, è possibile scegliere di iscriversi a quel servizio cui l’attività abbia deciso di aderire tra i vari circuiti di queste piattaforme che con fattorini, distribuiti per tutta la città, permettono che il buon food possa raggiungere casa nostra.

Certo che un aspetto è mangiarlo caldo, appena sfornato nell’esercizio, che sia un locale o un fast food, ed un altro è quello di mangiarlo dopo il trasporto. C’è comunque una grande utilità perché così a tutti è possibile poter gustare quel food.

Impensabile anni addietro. Ma vuoi che la vita ti costringa a dover sfruttare tale servizio, o vuoi che questo è il miglior compromesso per realizzare quel desiderio di gusto specifico, ha permesso a chi da sempre un’ottima realtà di produzione di food, fosse provata, accertata anche da chi è più lontano, sempre nei limiti dell’azione delle piattaforme e dei fattorini, o addirittura rider. Ebbene si! Ora si chiamano così, non più garzoni.

Magari molte attività con sala non saranno d’accordo con questa idea perché il lavoro si svolge meglio ed in maniera più redditizia tra le proprie mura, ma senza l’attuale periodo pandemico, non saremmo stati mai capaci( forse era una fortuna tale incapacità) ad accorgersi di quanto sia fondamentale una consegna a domicilio. Dopo tutto il mondo va avanti così: “O bere o affogare”, quindi siamo al passo coi tempi, aspettandone di migliori.

Eugenio Fiorentino

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