La Pizza di scarole è forse l’unica Pizza che si può realizzare solo in quel di Napoli e Campania, per via della tipicità unica delle scarole ben prodotte, come quelle della Gustarosso, e del suo Storytelling del food.

Questo perchè la scarola “a pagnottella” è una scarola piccola e molto tenera, particolarmente diffusa nell’agrosarnesenocerino.

Così le caratteristiche uniche della terra e la predisposizione a creare Pizza ha fatto si che iniziasse un viaggio nello Storytelling del food dalle vie più povere di Napoli ai cenoni natalizi, presentandola fragrante, morbida, gustosa, avvolgente.

Questi aggettivi hanno favorito la diffusione dell’importanza, perchè possono facilmente descrivere una delle tradizionali prelibatezze più amate dai napoletani, specialmente nei periodi più freddi.

Immancabile ospite al cenone della Vigilia di Natale.

Questa “torta salata” accompagna i pasti sulle tavole dei napoletani in qualsiasi periodi: complice l’irresistibile sapore creato dall’insieme tra pasta di pane e le scarole fresche, il tutto con olive, capperi e pinoli.

Come sempre, quando apprezziamo particolarmente una pietanza, desideriamo conoscere tutto sulla sua storia, giusto?

Allora immergiamoci in questo nuovo viaggio nello storytelling del food fatto di storia, sapori e felicità.

Si parte da origini umili, arrivando ad approdi nobili. Il periodo preciso in cui fu inventata la pizza di scarole, ahimè, non lo conosciamo. Invece.

Ma sappiamo, da alcune testimonianze, che questa buonissima torta salata nasce nelle vie più povere di Napoli, all’interno dei bassi, ed era nota anche con il nome di “pizza con Jeta”, ovvero barbabietola.

Infatti, questo ortaggio sostituiva la scarole, poiché all’epoca era molto costosa e naturalmente pochi potevano permettersele sulla propria tavola. Tornando alla pizza, le donne di Napoli la cuocevano friggendola e poi la vendevano su un bancariello insieme ad altre preparazioni casalinghe.

Sicuramente al 1773 risale “l’upgrade” della pizza di scarole. Infatti, un importante gastronomo, Vincenzo Corrado, noto come il “cuoco Galante” rielaborò la ricetta originale, proponendo la sua preparazione al forno. Un altro merito che si deve al Galante è la diffusione di piatti a base di erbe e verdure anche presso le cucine dei ricchi e nobili. E così la pizza di scarole fece la sua fortuna.

Che vigilia di Natale sarebbe senza pizza di scarole!

Passato Halloween…si aspetta il Natale naturalmente. Nonostante la preparazione dell’albero e del presepe siano ancora lontane, non ci limiti temporali per mettere a tavola una gustosa pizza di scarola. Ma perché proprio alla Vigilia di Natale si usa mangiarla? Ancora oggi, al cenone si usa mangiare “di magro” ossia evitare piatti a base di carne, per tenersi leggeri in vista dell’importante pranzo del giorno dopo. Ragion per cui vengono preferite pietanze a base di pesce e verdure. Dunque, la pizza di scarole è stata ed è ancora semplicemente perfetta per “restare leggeri” (chi rimane leggero dopo il cenone della Vigilia oggigiorno?) e portare gioia sulle tavole di tante famiglie in festa! Non a caso ormai è buonissima non solo versione tonda, come la copertina, ma anche a tocchetti o tranci

fonte immagine https://www.soniaperonaci.it/pizza-di-scarola/

Chiara Peluso

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