La gola, come vizio, si è in-Crostata in Storytelling del food, Parola di Eugenio

Si avvicina il fresco dell’autunno, e lo Storytelling del food propone una calda e fragrante Crostata. Per affrontare la nuova stagione con gusto e sapore, per la Parola di Eugenio. Ormai riesce a dividersi e differenziarsi tra dolce e salato, non solo per ripieno ma anche per idea. Basti pensare che a volte qualche sformato di Pasta è definito Crostata di… e formato Pasta, ma non perdiamoci.

Nella sua versione tradizionale questa torta è a base di pasta frolla friabile con un topping di marmellata, frutta, Ricotta dolce o Cioccolato.

 

Ma recentemente si è diffusa anche nella versione salata, in quanto rappresenta un pasto completo con pasta briseè, fonte proteica e verdura a scelta.

Ma qual è il segreto dietro al successo della Crostata? O anche, o meglio soprattutto quali sono le origini storiche di questo dolce? Tanto apprezzato per il suo sapore dolce e avvolgente e da preparare in tante varianti diverse? Lo Storytelling del food ripercorrerà ogni tappa della storia della Crostata dalle prime attestazioni alla sua affermazione tra dolce e salato.

Per trattarsi di Storytelling del food si scopre che è un viaggio che parte dall’antichità.

Lo storytelling del food della crostata propone un viaggio nell’antichità: l’epoca a cui risalgono le prime attestazioni della Crostata è quella romana. Infatti, nell’antica Roma erano largamente diffusero le Obleas, di origine greca, a base di frutta, miele e farina.

Alcune notizie che descrivono la Crostata in quanto tale risalgono all’epoca paleocristiana. Un quadro più definito delle sue origini lo si può estrapolare dalla tradizione partenopea, che individua nella Pastiera la prima crostata esistente. Una leggenda narra di questa come dono della sirena Partenope alla città di Napoli. Una storia più accredita farebbe risalire la sua invenzione a una Suora del Convento di San Gregorio Armeno. Modificò una ricetta già esistente inserendo la copertura a strisce incrociate, forse un richiamo alle grate che caratterizzavano le celle delle suore.

Fonti della presenza della Crostata (anche in una sua versione salata) risalgono al Medioevo: testimonianze come il Novellino o il Ricettario Le Viandier riportano la popolarità di una torta al forno farcita con crema, frutta e marmellata, e in alcuni casi (in parte fantasiosi) uova, spezie e addirittura anguille.

Nel Rinascimento la Crostata conobbe menzione in molti ricettari. Il più noto di questi è quello di Bartolomeo Scappi, in cui sono riportate diverse versioni della Crostata.

L’approdo al salato

La crostata resta sempre uno dei dolci tipici della tradizione Pasticcera italiana, ma l’ispirazione verso una sua versione salata. Infatti, questa versione è perfetta da proporre anche come pasto o accompagnamento da gustare a pranzo o cena. Si può preparare in diverse varianti: le più apprezzate sono a base di ricotta e zucchine, polenta, fiori di zucca, prosciutto e formaggio, e peperoni.

Che sia casalinga o servita in trattoria, la Crostata rappresenta un piatto semplice della tradizione culinaria italiana, ideale da gustare come pranzo al volo o anche solo per merenda per chi ha voglia di gusto e dolcezza.

 

Chiara Peluso

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