Il Mais Gastronomia e Storytelling del food d’Oltreoceano per Parola di Eugenio

Il Mais è Parola di Eugenio grazie ad uno Storytelling del food che proviene da lontano.

Direttamente da oltremare. O meglio dalla Mesoamerica.

É un Cereale, ricco di carboidrati ed è fonte di energia, che ha un vissuto di origini millenarie. Scoperto durante la colonizzazione, giunse in Europa intorno al ‘500 e divenne subito molto popolare. In Italia venne noto anche con il nome di Granoturco, poiché all’epoca c’era l’abitudine di appellare “turco” tutto ciò che venisse da luoghi “esotici”. Acquisì molta popolarità, soprattutto tra i ceti meno abbienti. Costituendo la base per la preparazione di piatti semplici, come la Polenta.

Ma quale storia si cela dietro alla diffusione di questo cereale?

Lo Storytelling del food ne ripropone le tappe dalle prime origini ai nostri giorni

Si va da cereale sacro a cibo dei poveri nello Storytelling del food del Mais, per diventare Parola di Eugenio.

Perchè in storytelling del food del mais affonda le sue radici in un tempo antico di 9000 anni circa. Infatti, le prime attestazioni dell’uso di questo cereale, di origine graminacea, risalgono alle antiche civiltà mesoamericane. Tra gli Incas, Aztechi e Maya, che ne hanno portato avanti la cultura con dedizione e fatica. Infatti, la pianta del Mais richiede domesticazione e non cresce in forma selvatica. Le civiltà mesoamericane destinarono il Mais a molti usi: in particolare, era considerata una vivanda sacra. Sarà protagonista dei principali miti della creazione che avrebbero contribuito, secondo la leggenda, alla formazione delle civiltà. Infatti, il Mais era onorato attraverso due divinità, Centeotle e Chicomecotl, per le quali si compivano molti riti religiosi in augurio di fertilità e prosperità.

Il mais giunse per la prima volta in Europa grazie alle spedizioni di Cristoforo Colombo e si diffuse ben presto in tutto il continente. Specialmente grazie alla capacità della pianta di adattarsi a diverse tipologie di clima, per cui fu facile estenderne la coltivazione in più aree. Fu anche una risorsa importante nei periodi di carestie e pestilenze, perché contribuì a sfamare molte popolazioni, specialmente le più povere. Il suo successo si deve però soprattutto alla sua versatilità. Rappresenta sia un alimento unico sia un ingrediente base per la preparazione di altri piatti tradizionali.

 

Il mais neAd oggi il Mais viene impiegato nella cucina soprattutto come ingrediente primario. Costituisce la base di molti piatti della tradizione, dalla polenta alla famosa Pizza Mimosa, a base di Panna, Prosciutto e Mais.

La sua evoluzione culinaria lo porta addirittura su Pizza.

Nel corso del tempo il mais è diventato sempre più apprezzato nel panorama gastronomico italiano. Considerando la presenza tra molti ingredienti primari a base anche nelle sue varietà.  Questo cereale, come nella Farina di Mais o l’Olio di Mais, è diventato indispensabile. Infatti è anche come base non solo di tanti piatti della Tradizione semplici, come l’impostata Polenta o i giovanili Popcorn.

Oltre a ciò è anche un ingrediente impiegato in tante cucine tradizionali ed esotiche. In quella napoletana è diventata un grande classico la Pizza Mimosa, in cui il Mais è uno dei protagonisti principali, che insieme alla panna e al Prosciutto cotto crea una triade di sapori fresca ed equilibrata. Restando in tema Pizzeria il Mais è aiuto anche in Frittura, da Parola di Eugenio. Ricordiamo che il Mais ha percorso uno Storytelling del food perchè è perfetto da gustare in qualsiasi stagione. D’inverno sottoforma di Polenta o altre specialità, d’estate accompagnato a un’Insalata o alla Pasta fredda a base di Tonno e Pomodoro.

Per altre curiosità di food estive, l’appuntamento è al prossimo Storytelling del food.

Chiara Peluso

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